Archive for the ‘sottocultura’ Category

ciarpame giornalistico

ottobre 16, 2009

119782_lguardate di che ciarpame giornalistico sono capaci Mediaset e Il Giornale

http://tv.repubblica.it/copertina/canale-5-pedina-il-giudice-mesiano/38042?video

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la casa del grande imbecille e sua evoluzione

marzo 11, 2009

51157_m1ieri sera i vicini avevano probabilmente un compleanno in famiglia da festeggiare, quindi, andare a dormire prima che la festa fosse finita sarebbe stato un suicidio. Impossibile prendere sonno con quel baccano.

Non ho potuto far altro allora che ingannare l’attesa facendo zapping da un canale all’altro inciampando nel Grande Fratello (Imbecille), lo squallore dello squallore, la monnezza della monnezza, l’insulso dell’insulso, il niente del niente.

Stravaccati su un divano chi si toglieva gli avanzi della cena dai denti con l’indice, chi si puliva le unghie, chi il naso, chi si grattava i zibidei. Il tutto condito da discorsi filosofici da asilo nido.

E poi certe facce che erano tutte un programma…..Le femminucce con espressioni malcelate del tipo “ce l’ho solo io” e i maschietti del tipo “quanto sono macho” con quella barba appositamente incolta che fa ormai molto fico e anticonformista.

E tutti a recitare la parte dell’isterico o dell’angelo sterminatore, dell’intellettuale profondo o del poeta, dell’imbecille (questa la parte più facile) o del bello e impossibile (quella più banale).

E tutti che fanno a gara a spogliarsi. Neanche entrano che si spogliano per mostrare culi e tette e addominali palestrati.

Il bello di questa trasmissione è che tutti stanno lì ore e ore ad aspettare che qualcuno scopi o si prenda a calci, del resto non gliene frega niente a nessuno anche perchè non esiste.

hai voluto la bicicletta? allora pedala ma da un’altra parte!!

settembre 18, 2008

c’erano una volta i sentieri di montagna dove si passeggiava che era una meraviglia!

Niente semafori, niente smog e soprattutto niente girarsi a destra o sinistra prima di attraversare un altro sentiero.

Non ti curavi di nulla e i bocia (bambini) potevano scorrazzare a zig zag con i loro soliti scarti improvvisi a 360° in tutta sicurezza.

Poi anni fa è arrivata la moda della mountain-bike e ora tutti si buttano a capofitto dalle cime delle montagne (badate bene, non in salita ma in discesa) verso valle tra ghiaioni e sentieri.

Orde di incivili pedalatori della domenica, mascherati da ciclisti professionisti (calzoncini imbottiti per proteggere il sederino, bottiglie di gatorade stretti tutto intorno al giro vita, come i kamikaze, contapassi e contagiri al polso, zainetto in spalla, ma senza casco che rovina la messa in piega) si fanno infatti trasportare comodamente da funivie e seggiovie sui cocuzzoli, alcuni ancora innevati, e poi, dopo urla e strepiti dei loro marmocchi al seguito, si buttan giù come forsennati e se intralci loro la strada, o meglio il sentiero, si incazzano pure perchè hai rallentato la loro corsa.

Il bello è che ti spuntano alle spalle all’improvviso, non usano infatti alcun campanello, sul manubrio c’è di tutto tranne il classico campanello, non è alla moda ed è completamente inutile, basta un vaffanculo quando, affiancandoti, ti guardano con sufficienza e te lo urlano anche in faccia!

Che dire…..spero sempre che alla curva successiva spariscano in massa nel burrone tra camosci e marmotte!!

la vera bestemmia è il Grande Fardello 2008

aprile 9, 2008

l’altra sera, abbrutito dalla mancanza assoluta di qualcosa da vedere in TV sia pubblica che privata e a pagamento, prima di stramazzare sulla poltrona, ho cominciato a fare zapping selvaggio finendo così in pasto ad uno dei peggiori fardelli annuali dei nostri tempi moderni (primato insidiato però da X-Factor, una pacchianata colossale  condotto dalla caricatura di un carciofo con barbetta e capelli alla Crudelia Demon, una “signora” di mezza età incompetente e da una sempre più rifatta e antipatica …mi sfugge il nome).

Una certa Lina ed un certo Roberto stavano dunque andando in scena con una farsa da quattro soldi indegna anche del peggior varietà di periferia (con tutto il rispetto per la periferia) partenopea-milanese.

Lei, verace e ben piantata nel fisico (due fianchi e due gambe da lottatore di sumo), piangeva e si disperava perchè sedotta e abbandonata da un minuscolo picchietto incravattato spaccone e saccente che più che un essere umano sembrava una macchietta dei film demenziali dei fratelli, altrettanto demenziali, Vanzina. Uno spettacolo infimo, deprimente, rivoltante.

Sono rimasto, vi giuro, sconcertato, annichilito da tanto squallore, da tanta volgarità non verbale ma umana. Parlavano senza dire nulla e il melodramma è andato avanti, che so, una trentina di minuti forse più.

Il tutto condito dal belato di circostanza e “confidenziale” di una strepennata Marcuzzi che recitava la parte dell’amica addolorata.

Oggi leggo che si sono scandalizzati per una bestemmia quando è l’intero programma ad essere una bestemmia all’intelligenza umana.

long train running

febbraio 18, 2008

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se siete stati attenti, vi ricorderete che di recente sono partito per lavoro.

Se mi muovo mi tratto bene e quindi scelgo sempre il mezzo meno stressante che non è l’aereo ma il comodo treno.

Ti siedi e aspetti…nient’altro.

Pertanto, la settimana scorsa mi sono accomodato su di una invitante poltrona accanto al finestrino e nell’attesa della partenza, mi son solo rilassato. Ahhhhhhhh….questo sì che è viaggiare, ho pensato.

Niente corse nel traffico all’aereoporto, niente ladro-taxi, niente panico da posteggio, niente file, niente ansie da bagaglio a mano, niente gomitate per raggiungere il posto assegnato, niente.

Lentamente il vagone si è quasi riempito e alle 15,32 in punto si è partiti e qui è cominciato il bello…

La gente proprio non sa stare al proprio posto (sia in senso figurato che reale), nè sa stare tranquilla.

Si alza e si risiede, va e viene dalla toilette (lasciando regolarmente la porta aperta), apre e chiude i bagagli, si copre e si scopre, scarta e reincarta panini, va e viene dal bar, insomma, è un movimento continuo.

Tutto sopportabile (se so’ agitati so’ agitati, magari un calmante prima di partire avrebbe fatto bene…..) quindi tutto sommato siamo al di sotto della soglia di sopportazione ma quando tutti insieme cominciano a fare un uso improprio del telefonino, aggeggio infernale ed insopportabile, ci si può rendere conto di quante cazzate si sparano a vanvera…

Ricordate quando da piccoli giocando col telefono finto si rifaceva il verso ai nostri genitori che parlavano con la nonna o il salumiere?

Chi gioca a fare l’impegnato, chi il manager, chi il disinvolto, chi tuba, chi fa la mamma apprensiva e chi la figlia (fatti mettere la spesa in ascensore mamma!), chi parla del nulla.

Per fortuna avevo con me il lettore mp3 e li ho azzittiti tutti mettendomi le cuffiette, era comico vederli gesticolare e non sentirli.

Secondo me hanno abbassato troppo le tariffe…..

Dicono che presto si potrà telefonare anche in aereo col cellulare…che bella notizia!

Ma come abbiamo fatto a sopravvivere senza cellulari??

San Valentino (Rossi) e il minimo sindacale

febbraio 14, 2008

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da quest’anno San Valentino non è più soltanto la festa degli innamorati ma anche degli evasori fiscali.

Come le pareti dei dentisti sono tappezzate di diplomi, encomi e master (falsi), presto anche l’evasore fiscale appenderà, a sua immagine e somiglianza, l’immagine di Valentino Rossi alla parete come santo protettore della categoria.

Doveva essere tassato di 100 e più milioni di euro, a fronte quindi di chissà quali guadagni, e, poverino, pentito e contrito, ha promesso di darcene 35 ma in comode rate altrimenti farebbe la fame.

Altri eroi-campioni (mascalzoni) dei nostri tempi, da Pavarotti ad Alberto Tomba, “pentiti” solo perchè pizzicati con le dita nel barattolo di marmellata, hanno “dovuto” pagare le tasse come tutti noi miseri mortali ma con lo sconto per carità.

E tutto ciò mentre migliaia di lavoratori prendono il minimo sindacale, altre migliaia di giovani stanno invecchiando nel precariato con stipendi ridicoli e ancora altre migliaia di famiglie non arrivano alla fine del mese per un’inflazione sommersa ma reale al 30%. Altro che calmiere e indici Istat! Che quell’indice se lo ficchino….

Nel nostro paese abbiamo i salari inferiori dal 30 al 50% rispetto alla media europea e l’evasione fiscale è al 400% rispetto ai “colleghi” d’Oltralpe.

Non ci bastano cento vite per guadagnare ciò che loro pagano in tasse.

Ma ciò che mi lascia di stucco è che quegli stessi giovani precari lo adulino come un dio, applaudendolo e chiedendo a gran voce un autografo con dedica.

A breve impazziremo nella compilazione del 730 o 740…fate attenzione perchè se sbagliate di cinque euro non avrete sconti ma interessi di mora e multe salate.

La legge è uguale per tutti (i poveracci come noi).

Epifania, tutti gli imbecilli si porta via

gennaio 7, 2008

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ogni periodo dell’anno ha il suo imbecille per eccellenza.

L’estate, per esempio, pullula di imbecilli, lungo tutte le spiagge dello stivale. Armati di palle, racchettoni, stereo e megafoni incorporati nelle loro bocche, si aggirano ovunque ci sia un cm quadrato libero di spiaggia e ….”a Jessicaaa, damme la palla che se famo du’ tiri“, oppure “a Deboraaaa arza le chiappe che te sdrumo a racchettoni” o anche “aoh, a cosima, e arza sta musica che nun se sente gnente“.

Ma l’oscar dell’imbecillità estiva va senz’altro a chi, alzandosi da un bagno di sole, sbatte l’asciugamano ricoprendoti di sabbia.

Pittoresco.

L’inverno è un’altra musica….Specialmente sotto le feste natalizie, il modello di imbecillità cambia ma scommetto che sono gli stessi che in estate ci rendono frizzante la vacanza al mare.

Come l’uomo delle nevi esiste anche l’imbecille delle nevi, una razza molto diffusa e tutt’altro che in via di estinzione che in particolare ama bazzicare le piste da sci. Ti piomba alle spalle all’improvviso e se non ti scansi per tempo sei un uomo morto. Ma un provvidenziale albero che lo “fermi” per qualche settimana?

C’è poi l’imbecille che anche se senza catene si aggira per le strade innevate e ghiacciate della valle per poi rimanere in panne in mezzo alla strada e bloccare per ore quelli che le catene invece l’hanno montate!

Ma l’oscar dell’imbecillità invernale va a chi, alzandosi la mattina, si riempie le tasche di petardi e quatto quatto si aggira per le strade e piazze e, in una specie di orgasmo da scoppio, li fa esplodere tra le gambe delle ragazzine.

Scherzi da imbecille, si direbbe, ma quando i petardi sono delle vere e proprie bombe o dei proiettili vaganti che t’entrano in casa, beh….altro che imbecilli.

Il mio passatempo preferito dopo il capodanno è gustarmi le loro facce quando sdraiati sui lettini degli ospedali vengono portati di corsa nelle varie sale operatorie.

I bambini posso anche capirli…so’ bambini e non ci arrivano…ma i genitori…scusate l’espressione colorita ma a me piacerebbe tanto ficcarglieli su per il culo ‘sti petardi e accendere le micce….

eppure c’è chi delle “bionde” se ne vuol fare una malattia

novembre 28, 2007

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al cinema si soffocava, al ristorante non si respirava, in treno o in aereo, alla fine del viaggio, si puzzava come cicche di sigarette spente e negli ospedali si respirava nicotina invece che aria pura e fresca.

Il massimo della maleducazione e dell’ignoranza era però esclusivo merito degli insegnanti, di ogni ordine e grado, compresi quelli delle elementari, che fumavano tranquillamente in faccia ai bambini.

All’università c’erano poi i “baroni” che ti soffiavano in faccia nuvole di denso fumo di osceni sigari o puzzolenti pipe.

Ma il top si raggiungeva nelle riunioni di lavoro, specialmente quelle sindacali, in ufficio. In ambienti di pochi metri cubi si concentrava tanto di quel fumo che non si vedeva più niente e gli occhi lacrimavano come fontanelle.

Finalmente dal 2003 una legge molto civile vieta tutto ciò eppure c’è ancora chi protesta e qualche collega ti fuma nella stanza accanto.

All’ignoranza non c’è mai fine.

“suggested”, praticamente ‘na figata!

novembre 22, 2007

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l’arte, un bene preziosissimo che la mente umana ci regala senza sosta, dovrebbe essere alla portata di tutti, non dico gratuitamente perchè comunque l’allestimento e tutto ciò che ci sta dietro hanno un costo ma a prezzi molto ridotti sì.

Molti, ormai, non possono più concedersi certi piaceri chè il costo di un biglietto di ingresso è intorno ai dieci euro (Gauguin al Vittoriano di Roma).

Ditemi voi come una famiglia di tre o quattro persone possa oggi permettersi più di una mostra al mese. Far avvicinare i nostri figli all’arte, alla cultura in generale, è ormai gravoso e o si salta il pranzo o non si va alla mostra o al museo.

Al Metropolitan Musem (Met) di New York per ammirare Rembrant, il prezzo del biglietto è “suggested”, cioè, è suggerito a venti dollari, ma lo si può pagare da uno a venti dollari, a propria discrezione insomma.

L’ingresso allo stupendo British Museum di Londra è addirittura gratuito e così tanti altri.

Andando avanti (indietro) di questo passo torneremo ignoranti come all’età della pietra.

 

 

logica da uccello

ottobre 5, 2007

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“se a lasciarmi fossi stata tu e non io a te, t’avrei riempita di botte!”

Questa è l’acuta e progressista riflessione che una mia amica appena scaricata si è sentita ripetere dal marito attualmente impegnato a correre dietro alle gonne di un’altra.

La poveretta non fa altro che disperarsi perchè non solo si trova ora in grossi guai finanziari – essendo disoccupata con due figli all’università e mutuo della casa da pagare – ma ne è anche ancora innamorata!!

Eppure, minacce del genere nei confronti del suo ex compagno di vita non le sono mai passate per la mente……lei infatti ragiona con la mente, con il cuore e non certo con l’uccello come invece fa il marito.

Che mondo del…cazzo!