Archive for the ‘rimedi per l’insonnia’ Category

cose che si pensano solo al buio

ottobre 6, 2010

la fiammella di una candela, ormai poco più di un mozzicone, illumina a stento l’interno del bivacco resistendo a fatica agli spifferi del vento che, minaccioso, soffia il suo fiato gelido attraverso le buie  finestre. Sulle pareti, tremule, lunghe ombre appaiono e scompaiono ad ogni schiocco di fulmine in attesa del tuono che, quassù, a quasi tremila metri, fa tremare il vino nel bicchiere. Mi guardo intorno in cerca di un sorriso che rassicuri, uno sguardo che conforti e, con un gesto di finta spavalderia, sorseggio grappa di mirtilli per nascondere l’ansia. Sembra di essere in tempo di guerra, quella del ’15/’18, quando su queste stesse montagne, soldati appena ventenni erano mandati a morire per i colpi nemici o per il freddo. Si rifugiavano nelle gallerie scavate anche con con mani e unghie ed in silenzio aspettavano la prossima bomba, il prossimo boato lacerante pregando che cadesse il più lontano possibile. Anche loro si guardavano negli occhi tra un lampo e l’altro, anche loro si facevano coraggio bevendo gran quantità di vino e grappa e pensavano ai loro cari, fidanzate, genitori, figli….. E così come allora, anche i miei pensieri cominciano a prendere forma come fosse l’ultima notte. Un lampo improvviso disegna sul soffitto un’ombra, un volto di donna che riconosco, è quello di mia sorella tragicamente scomparsa proprio tra queste vette quando aveva appena conosciuto la maternità. Prima che me la nascondessero per sempre, fissai a lungo il suo volto sereno al fine di non dimenticarne mai i lineamenti.  Un sorriso, una lacrima e in un attimo mi ha lasciato per sempre.  Chissà se dopo la morte potremo veramente ritrovarci tutti….!! Già…la morte. Sto per attraversare proprio quel periodo tanto temuto in cui ti sembra di non aver più tempo per poter fare tutto quello che vorresti, quel periodo in cui si fa tesoro delle esperienze di vita e nulla ti sorprende più se non il magnifico spettacolo della natura che ti circonda. Da bambini si guardano sempre con rispetto e ammirazione i propri genitori domandandosi come ci si senta a quell’età. Ora che finalmente lo so, non è piacevole. Beata gioventù ripetevano loro e non li capivo, beata gioventù ripeto ora anch’io e mio figlio non mi capisce. Già …mio figlio…..chissà fino a dove potrò seguirlo. Un tuono più forte degli altri provoca in me un sussulto, mi scuote come accade quando le mani di un amico ti prendono per le spalle e ti sballottano avanti e indietro per farti tornare in te. La notte la vita appare completamente diversa, più intensa, coinvolgente. Tutto sembra più grande, i problemi , gli affetti, i rimpianti come i desideri, le speranze , le amicizie. Tutto è più complicato e profondo. Credevo di aver lasciato tutti i miei pensieri a valle ed invece me li ritovo con me come se me li fossi portati dietro nello zaino.  Mi alzo, scanso la sedia e mi avvio verso l’uscita del rifugio, forse, penso, una sferzata d’aria fresca e le gocce di pioggia gelata sul viso mi porteranno lontano da certi pensieri. Accendo un sigaro e la brace illumina per un istante il mio viso quel tanto che la finestrella ne rifletta emozioni e paure. Mi ritrovo, piccolo piccolo, in una valle senza fine liberata dal buio ad ogni saetta, ne vedo i suoi contorni minacciosi come se la natura volesse intimidirmi, ricordarmi quanto siamo niente in confronto alla sua immensità, alla sua eternità, al suo mistero. Un tavolaccio, fradicio e rugoso, più inutile che mai a quell’ora della notte e con quel tempo, quasi mi fa inciampare, la temperatura è così bassa che ora scende silenzioso il nevischio. Il silenzio è totale, le montagne nascoste nell’oscurità incutono rispetto tanto da farmi sentire un intruso. Le loro crode mi osservano, sento addosso il peso del loro sguardo…. lo alzo verso di loro ed accetto la sfida. Non mi fanno paura solo poche ore e mi arrampicherò su di esse fino a sormontarle. Quanti pensieri ti porta la notte….. Non c’è posto alla serenità, all’allegria, ogni aspetto della vita è totalmente diverso dal giorno…i sentimenti sono più forti, siano essi d’affetto o di odio. Fortunatamente non odio nessuno quindi ho in me solo un uragano di affetti, di solitudini, di dispiaceri, di rimpianti. Di notte un’amicizia appare più profonda, un amore più intenso ed una assenza più insopportabile che mai! Domani all’alba, zaino in spalla e moschettoni legati saldamente in vita, mi arrampicherò su quelle crode e non sarà una salita facile. Una via di fuga dalla vita quotidiana, un richiamo alla natura selvaggia, un prendere le distanze dalle brutture dell’esistenza terrena per un giorno o forse per sempre….

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ma quanto urla ‘sto Munch!!

marzo 27, 2009

44934_l1tempo fa, qualcuno lo ricorderà, scrissi un post sull’Urlo di Munch, tra il serio e il faceto, così tanto per dar sfogo a certi comportamenti repressivi tipici del mondo scolastico di qualche decennio fa.

Non l’avessi mai fatto! Da un certo periodo, forse a seguito di un film, uno sceneggiato o semplicemente perchè è stato affrontato questo argomento nel programma scolastico, ho un cospicuo numero di lettori giornalieri su questo argomento.

Chi si scandalizza, chi si offende, chi insulta, chi si incazza…molti rimangono irritati dalla mia controtendenza: la grandezza dell’Urlo di Munch è infatti per me una emerita montatura.

Non è un bel quadro, tutt’altro, sotto tutti gli aspetti ma tutti lo esaltano affidando a quest’opera significati forse azzardati. Si dice che sia l’emblema della mancanza di comunicazione umanitaria, l’indifferenza a livello planetario tra i popoli e anche sulla miseria e la crudeltà della guerra, queste ultime vere e proprie pippe mentali perchè del tutto infondate in quanto realizzato prima delle guerre mondiali.

E se pure fosse così, simbolicamente per me tutto ciò è rappresentato con molta ingenuità da Munch e se vogliamo dirla tutta appare anche scopiazzato da alcune opere di Van Gogh.

Molta notorietà tra l’altro questo quadro l’ha ottenuta grazie ai ripetuti furti che ha subito nel tempo tanto che molti conoscono solo questa tela dell’artista senza sapere che Munch ha realizzato dei quadri bellissimi come il suo autoritratto o “La giovane donna sulla spiaggia”, “Il bacio”, “La bambina malata”, “Madonna”, “Morte della mamma”, “Danza della vita” ed altri ancora.

Tutti bellissimi quadri sull’amore e il dolore, sulla morte e sulla vita che in molti non conoscono perchè nessuno ha mai tentato di rubarli.

Avrei ancora molte altre cose da dire sul tema ma mi sono già dilungato abbastanza, pertanto, concludo qui la mia riflessione ma non senza prima insistere nel dire che l’Urlo di Munch è la sua opera peggiore sia come messaggio “sublimale” sia come tecnica pittorica, e ampiamente scopiazzata da Van Gogh.

la casa del grande imbecille e sua evoluzione

marzo 11, 2009

51157_m1ieri sera i vicini avevano probabilmente un compleanno in famiglia da festeggiare, quindi, andare a dormire prima che la festa fosse finita sarebbe stato un suicidio. Impossibile prendere sonno con quel baccano.

Non ho potuto far altro allora che ingannare l’attesa facendo zapping da un canale all’altro inciampando nel Grande Fratello (Imbecille), lo squallore dello squallore, la monnezza della monnezza, l’insulso dell’insulso, il niente del niente.

Stravaccati su un divano chi si toglieva gli avanzi della cena dai denti con l’indice, chi si puliva le unghie, chi il naso, chi si grattava i zibidei. Il tutto condito da discorsi filosofici da asilo nido.

E poi certe facce che erano tutte un programma…..Le femminucce con espressioni malcelate del tipo “ce l’ho solo io” e i maschietti del tipo “quanto sono macho” con quella barba appositamente incolta che fa ormai molto fico e anticonformista.

E tutti a recitare la parte dell’isterico o dell’angelo sterminatore, dell’intellettuale profondo o del poeta, dell’imbecille (questa la parte più facile) o del bello e impossibile (quella più banale).

E tutti che fanno a gara a spogliarsi. Neanche entrano che si spogliano per mostrare culi e tette e addominali palestrati.

Il bello di questa trasmissione è che tutti stanno lì ore e ore ad aspettare che qualcuno scopi o si prenda a calci, del resto non gliene frega niente a nessuno anche perchè non esiste.

la vera bestemmia è il Grande Fardello 2008

aprile 9, 2008

l’altra sera, abbrutito dalla mancanza assoluta di qualcosa da vedere in TV sia pubblica che privata e a pagamento, prima di stramazzare sulla poltrona, ho cominciato a fare zapping selvaggio finendo così in pasto ad uno dei peggiori fardelli annuali dei nostri tempi moderni (primato insidiato però da X-Factor, una pacchianata colossale  condotto dalla caricatura di un carciofo con barbetta e capelli alla Crudelia Demon, una “signora” di mezza età incompetente e da una sempre più rifatta e antipatica …mi sfugge il nome).

Una certa Lina ed un certo Roberto stavano dunque andando in scena con una farsa da quattro soldi indegna anche del peggior varietà di periferia (con tutto il rispetto per la periferia) partenopea-milanese.

Lei, verace e ben piantata nel fisico (due fianchi e due gambe da lottatore di sumo), piangeva e si disperava perchè sedotta e abbandonata da un minuscolo picchietto incravattato spaccone e saccente che più che un essere umano sembrava una macchietta dei film demenziali dei fratelli, altrettanto demenziali, Vanzina. Uno spettacolo infimo, deprimente, rivoltante.

Sono rimasto, vi giuro, sconcertato, annichilito da tanto squallore, da tanta volgarità non verbale ma umana. Parlavano senza dire nulla e il melodramma è andato avanti, che so, una trentina di minuti forse più.

Il tutto condito dal belato di circostanza e “confidenziale” di una strepennata Marcuzzi che recitava la parte dell’amica addolorata.

Oggi leggo che si sono scandalizzati per una bestemmia quando è l’intero programma ad essere una bestemmia all’intelligenza umana.

causa separazione: play station!

marzo 17, 2008

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avevo in mente tutt’altra discussione oggi ma, capitato casualmente nella pagina delle statistiche del mio blog, alla voce “termini di ricerca” ho proprio letto questa frase: “causa separazione: playstation”. E chissà poi perchè è stato indirizzato al mio blog. Gioco alla play ed anche spesso ma chi glielo avrà detto a Google?

Ma torniamo al tipo o alla tipa che ha effettuato questa ricerca che qualche problemino di vita familiare ce l’ha di sicuro e magari sta pensando alla “fuga”.

Una volta ci si separava per corna, per sesso, per noia, per la suocera ma non avrei mai pensato che ci si potesse anche separare per una console per videogame. Magari è anche una motivazione molto diffusa.

Resta solo da capire se è il marito o la moglie a giocare alla Play Station o al Nintendo o a Box.

ps: magari è un SOS di un figlio disperato perchè il papà o la mamma gli fregano sempre la play!!!

San Valentino (Rossi) e il minimo sindacale

febbraio 14, 2008

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da quest’anno San Valentino non è più soltanto la festa degli innamorati ma anche degli evasori fiscali.

Come le pareti dei dentisti sono tappezzate di diplomi, encomi e master (falsi), presto anche l’evasore fiscale appenderà, a sua immagine e somiglianza, l’immagine di Valentino Rossi alla parete come santo protettore della categoria.

Doveva essere tassato di 100 e più milioni di euro, a fronte quindi di chissà quali guadagni, e, poverino, pentito e contrito, ha promesso di darcene 35 ma in comode rate altrimenti farebbe la fame.

Altri eroi-campioni (mascalzoni) dei nostri tempi, da Pavarotti ad Alberto Tomba, “pentiti” solo perchè pizzicati con le dita nel barattolo di marmellata, hanno “dovuto” pagare le tasse come tutti noi miseri mortali ma con lo sconto per carità.

E tutto ciò mentre migliaia di lavoratori prendono il minimo sindacale, altre migliaia di giovani stanno invecchiando nel precariato con stipendi ridicoli e ancora altre migliaia di famiglie non arrivano alla fine del mese per un’inflazione sommersa ma reale al 30%. Altro che calmiere e indici Istat! Che quell’indice se lo ficchino….

Nel nostro paese abbiamo i salari inferiori dal 30 al 50% rispetto alla media europea e l’evasione fiscale è al 400% rispetto ai “colleghi” d’Oltralpe.

Non ci bastano cento vite per guadagnare ciò che loro pagano in tasse.

Ma ciò che mi lascia di stucco è che quegli stessi giovani precari lo adulino come un dio, applaudendolo e chiedendo a gran voce un autografo con dedica.

A breve impazziremo nella compilazione del 730 o 740…fate attenzione perchè se sbagliate di cinque euro non avrete sconti ma interessi di mora e multe salate.

La legge è uguale per tutti (i poveracci come noi).

ragazzi di vita outdoor

gennaio 28, 2008

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chi abita a Campo de’ Fiori o a Trastevere qui a Roma, o in qualsiasi altro centro storico di un’ altra città, non è poi così “privilegiato”rispetto a chi abita in periferia come si dice.

Avere le finestre che affacciano su piazze o vicoli storici dove la gente ama “socializzare” sorseggiando birra o altro, o gustando un cono gelato e parlando ad alta voce, ridendo sul nulla e magari dando calci al pallone fino all’alba, beh….può significare non fare sonni tranquilli o non poter passare una domenica in relax in casa.

Qualche secchiata d’acqua ogni tanto fa giustizia sommaria ma non basta, tocca cambiar casa se non si vuole finire alla neuro.

Ahhhhh questa “movida” così trend, così moderna, così fuori dagli schemi, anticonformista e poi così puntuale, ripetitiva fino all’ossessione: si ripete infatti ogni sera e non si deve tornare a casa non prima delle quattro, cinque del mattino, altrimenti non si è à la page. Alle cinque “finalmente”,  sia l’inquilino che non dorme che l’avventore che dorme in piedi, timbrano il cartellino e buonanotte ai suonatori.

E il giorno dopo: “Che figo! Sei stato in piazza fino alle quattro? Ma che avete fatto? Chissà quanto ti sei divertito!!” chiede il fratellino.

E lui : “Beh guarda…ho bevuto tre quattro birre, ho fumato spinelli, ho urlato discorsi osceni in faccia agli altri, ho ruttato a volontà, ho tirato due calci al pallone tanto per far casino…ma una noia…una noiaaa. Non vedevo l’ora di tornare a casa anche perchè c’avevo un sonno….”.

Quello che mi preoccupa è che spesso anche i grandi si credono ragazzi di vita.

‘na tazzulilla ‘e cafè

ottobre 31, 2007

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uno sparo e un bel buco in mezzo alla fronte non gli diede neanche il tempo di bersi l’agognato caffè prima di “andarsene”. Stramazzò in terra come un sasso.

Ecco quello che ci succederebbe se fossimo ancora all’epoca dei saloon del mitico Far West.

Due, tre giorni o al massimo, ma proprio massimo, una settimana e il barista ci sparerebbe in fronte.

Povero nemico-amico che ogni giorno ci aspetta dietro a quel bancone in perenne stato di stress da caffè non bevuto ma servito.

Chi lo vuole corto e chi lungo, doppio addirittura, chiaro oppure scuro, freddo o tiepido o anche bollente, macchiato poco, medio o tanto e caldo o freddo o così così, con o senza schiumetta, corretto alla grappa o all’anisetta, marocchino o turco o brasiliano o all’americana.

Insomma da uscirne pazzi!

Dài poverino non maltrattiamolo, andrebbe capito e premiato.

Da domani glielo chiediamo a spicchi?

il miglior amico dell’uomo? il suo pisello

ottobre 26, 2007

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Parità dei sessi vorrebbe che a spogliarsi e a mostrare i propri “optional” non siano solo vallette, attrici (anche incinte), pallavoliste, casalinghe, professoresse eccetera ma anche l’equivalente del sesso “forte”.

Ebbene, anche per il gentil sesso il 2008 può essere l’anno della svolta, con un pisello protagonista dodici mesi all’anno, basta appenderlo al …chiodo sul muro in cucina.

Anche se è lo sport a farla ancora da padrone nel reclutare piselli, ancora un pò di pazienza e presto avremo anche attori, giornalisti (no Vespa no!!), cantanti e camionisti e reduci dai reality show.. 

Uomini!!! Che aspettate ordunque?

Realizzate subito con Pisellostupendo il vostro servizio fotografico “artistico” e mettetelo sotto l’albero di Natale!

ps: un paio di ragazzi, recentemente, hanno subìto violenza dal miglior amico dell’uomo nel parco o dietro l’angolo, come succede da sempre alle donne. La parità dei sessi è alle porte!

Scoop da sonno

settembre 25, 2007

 

essendomi perso il film Scoop di W. Allen al cinema, ieri sera mi son piazzato sul divano armato del solito cicchetto di grappa (liscia mi raccomando, quella aromatizzata non mi piace proprio) in gustosa attesa che Sky lo trasmettesse così come la guida televisiva prometteva.

E così è stato ma man mano che le scene si susseguivano gli occhi da vispi che erano, dopo che le mie palpebre si abbassavano sempre più  a saracinesca, assomigliavano sempre più a quelli di un pesce morto da giorni…..

Mamma mia che noia!!!

Un filmetto banale senza capo nè coda, una storiella incapace di provocare anche la minima emozione e poi….una Scarlett Johansson insignificante, goffa e non per necessità di copione, veramente inguardabile. E pensare che recentemente è stata nominata la più sexy del mondo.

Woody Allen lo risparmio, ancora sopravvive per i meriti acquisiti con i suoi primissimi film poi…il vuoto.

MAH !!