Archive for the ‘ragazzi di vita’ Category

chi il più stupido?

novembre 5, 2009

50710_mFilmava i suoi rapporti sessuali con le amanti-modelle e poi le ricattava.

Carl Hirschmann, noto playboy svizzero (molto stupido) di cui vengo a conoscenza ora della sua esistenza, rampollo di una delle più potenti famiglie zurighesi (suo nonno, Carl Hirschmann senior, fondò circa 40 anni fa la compagnia Jet Aviation) è stato arrestato martedì sera in una suite del Dolder Grand, lussuoso albergo svizzero divenuto da tempo la sua seconda dimora.

La tattica per adescare le modelle era sempre la stessa. Le invitava con un pretesto in una stanza riservata del Saint Germain, locale notturno di sua proprietà frequentato dalla giovane élite zurighese. Poi con navigata abilità le seduceva e filmava di nascosto i rapporti sessuali. Più tardi mostrava le immagini alle ragazze e iniziava a ricattarle.

Nel 2003 avrebbe avuto una relazione con Paris Hilton (ma chi è più stupido lei o lui?), l’ereditiera più famosa del pianeta.

Tra le sue conquiste anche la top-model israeliana Bar Refaeli, l’attrice americana Tara Reid e l’ex miss Svizzera Whitney Toyloy, una più tonta dell’altra.

Tema: ma possono esistere al mondo degli imbecilli simili?

Tema2: ma possono esistere al mondo donne che si fanno abbindolare da un imbecille simile?

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hai voluto la bicicletta? allora pedala ma da un’altra parte!!

settembre 18, 2008

c’erano una volta i sentieri di montagna dove si passeggiava che era una meraviglia!

Niente semafori, niente smog e soprattutto niente girarsi a destra o sinistra prima di attraversare un altro sentiero.

Non ti curavi di nulla e i bocia (bambini) potevano scorrazzare a zig zag con i loro soliti scarti improvvisi a 360° in tutta sicurezza.

Poi anni fa è arrivata la moda della mountain-bike e ora tutti si buttano a capofitto dalle cime delle montagne (badate bene, non in salita ma in discesa) verso valle tra ghiaioni e sentieri.

Orde di incivili pedalatori della domenica, mascherati da ciclisti professionisti (calzoncini imbottiti per proteggere il sederino, bottiglie di gatorade stretti tutto intorno al giro vita, come i kamikaze, contapassi e contagiri al polso, zainetto in spalla, ma senza casco che rovina la messa in piega) si fanno infatti trasportare comodamente da funivie e seggiovie sui cocuzzoli, alcuni ancora innevati, e poi, dopo urla e strepiti dei loro marmocchi al seguito, si buttan giù come forsennati e se intralci loro la strada, o meglio il sentiero, si incazzano pure perchè hai rallentato la loro corsa.

Il bello è che ti spuntano alle spalle all’improvviso, non usano infatti alcun campanello, sul manubrio c’è di tutto tranne il classico campanello, non è alla moda ed è completamente inutile, basta un vaffanculo quando, affiancandoti, ti guardano con sufficienza e te lo urlano anche in faccia!

Che dire…..spero sempre che alla curva successiva spariscano in massa nel burrone tra camosci e marmotte!!

Stefano Rosso

settembre 16, 2008

ciao Stefano la tua musica mi ha accompagnato nei momenti più belli da sessantottino per le piazze di Roma e Valle Giulia.

Il ricordo più bello che ho di te è quel tuo concerto a Villa Pamphili, mi sembra nel 1978, una magnifica serata estiva sotto le stelle a fianco di un’australiana appena conosciuta a piazza di Spagna, e tutti cantavamo con te ….Che bellooooo due amici una chitarra e uno spinelloooo e una ragazza giusta che ci staaaa e tutto il resto che importanza haaaaa…..

Già, ora, tutto il resto che importanza ha?

la caduta del(l’impero) romano

agosto 16, 2008

eccomi qua acciaccato con una spalla che non mi fa dormire la notte e arrampicarmi  il giorno.

La vigilia di Ferragosto ho fatto una caduta da manuale su un ghiaione sotto le Tre Cime di Lavaredo, lo potete vedere nella foto. E’ successo che mi sono imbattuto in una antica frana di massi grandi e piccoli, li vedete lì in basso, e ad un certo punto ho banalmente inciampato in un sasso che mi ha fatto catapultare come se fossi stato alle Olimpiadi. Avevo gli scarponi nuovi e non mi ci ero ancora abituato.

E’ andata molto bene perchè se sbattevo la testa addio Newyorker!!!

Niente di rotto comunque, mi rimetterò presto.

Per il resto, ieri niente barbecue o braciolate al rifugio perchè è piovuto a catinelle, stanotte ha anche nevicato abbondantemente sui 2500 m e quindi le cime son tutte innevate. Oggi fa anche freddo tanto che non basta un maglione.

Poca gente in giro, non so se sia il tempo o la recessione economica, ma in centro si cammina comodamente.

Bene, ci risentiamo presto. Un caro saluto a tutti!!!

report number 2

agosto 12, 2008

eccomi!!!

Oggi è nuvoloso, quindi, riposo meritato.

Vi ho trascurato un pò perchè nei giorni scorsi il tempo è stato splendido e pertanto ne ho approfittato per fare delle passeggiate tra i miei monti.

Tutto bene insomma anche se sono ancora turbato, scosso e triste per quell’incidente sulla Treviso-Trieste di cui hanno fatto vedere in televisione le agghiaccianti immagini.

Immagini terribili che mi inseguono ovunque e che non mi danno pace….mi hanno tolto molta della serenità di questa vacanza ma spero di dimenticarmene al più presto.

Tre secondi e 7 vite buttate al vento, di cui una di un bambino di dieci anni. Terribile!!!Terribile!!!

Ieri ero sui 2700m e c’era un sole magnifico, un panorama da paura ma non sono riuscito a goderne appieno perchè la mia mente è sempre a quelle immagini di quelle vite spezzate e spazzate via in soli 3 secondi, forse 4.

Quel filmato dovrebbero trasmetterlo ogni sera nella speranza che i pazzi al volante capiscano quanto sia pericoloso per sè, e soprattutto gli altri, comportarsi da imbecilli.

Quel filmato non era un film ma tutto tragicamente vero!!!

Un saluto a tutti e un augurio di buone vacanze per chi ci va adesso.

Buon Ferragosto se non ci sentiamo prima!!!

report number 1

agosto 6, 2008

ciao a tutti, anche oggi tempo discreto che mi ha permesso di fumarmi un paio di toscanelli al caffè da paura tra boschi e valli d’or.

Immancabili le mucche che sembravano messe lì apposta dall’agenzia del turismo.

Ho mangiato anche la polenta e funghi o anche con formaggio fuso e insomma dopo un anno di duro lavoro tutto ciò me lo son ben meritato direi!!

Fa caldo anche quassù ma basta stare tranquilli che si sta freschi.

E voi laggiù?

State soffrendo le pene dell’inferno a quanto leggo…..

L’Oriana ancora non l’ho affrontata, ne devo finire prima un altro. Farovvi sapere.

Ciao a tutti, vi penso!

ps: se ho tempo inserisco un paio di foto più tardi.

preferisco stare in panchina

maggio 20, 2008

arrivare alla fine del rapporto di lavoro è sempre un momento difficile sotto molti aspetti di cui quello maggiormente preoccupante è il fattore psicologico. Sentirsi non più parte attiva di un ingranaggio “produttivo” può generare infatti riflessioni negative con ricadute spesso nella depressione.

Non provavo quindi fino a poco tempo fa grande entusiasmo all’idea di dover un giorno andare in pensione. Vedermi seduto su di una panchina al parco vicino casa ad ascoltar il vento o godere del fresco nelle calde giornate estive l’ho sempre rinnegato ma col trascorrere del tempo e degli anni, lentamente, ho cambiato idea e non per stanchezza fisica o mentale o stress. Ho cambiato idea perchè in questi molti anni di lavoro ho conosciuto le persone con tutti i suoi difetti e pochi pregi.

Da giovani si è pieni di ideali e di speranze ma di poche certezze. Il lavoro che si è trovato non è proprio quello che desideravi ma ti adatti e fai buon viso a cattiva sorte. Insomma ci si adatta, prima o poi.

Ad una cosa però non sono riuscito ad adattarmi: le persone.

La peggior categoria vivente su questa terra, compresi amici e parenti, specialmente nell’ambiente lavorativo dove ogni colpo non è proibito. Proprio non pensavo che fosse così corrotto, falso, bugiardo, illegale, immorale, marcio, disonesto. Uno schifo che col passare degli anni ti rivolta lo stomaco tanto da non veder l’ora di scappare.

Ho ormai raggiunto una soglia insopportabile di nausea e tanti pregiudizi sull’età della pensione si sono dissolti del tutto. Fra qualche anno potrò finalmente andarci anch’io e defilarmi da questo circo delle falsità e dell’inganno proprio non mi dispiacerà.

Essere messo in panchina non dovrebbe essere poi così male ma ho tante di quelle cose da fare che ci starò seduto ben poco comunque.

L’importante è non avere più a che fare con la gente!

quando si viaggiava in autostop

maggio 9, 2008

ai miei tempi, circa un secolo fa, gli Stati Uniti erano irraggiungibili, proibitivi e quindi ci si accontentava della Parigi di Jhonny Holiday o la Londra dei Beatles e Rolling Stones e Carnaby Street. Le altre città europee ancora non “esistevano”.

Era già una grande avventura dover oltrepassare le Alpi specialmente se in autostop e con lo zaino in spalla, figuriamoci l’Oceano.

Allora era ancora possibile essere dei “poeti” della strada, infatti, alzato il pollice, non si aspettava poi molto ai bordi delle strade e poi viaggiare in autostop anzichè in treno ti dava proprio il senso dell’avventura pura.

Quando tra mille incredibili quanto affascinanti vicissitudini riuscii ad arrivare a Parigi  fu come se avessi compiuto il viaggio della vita.

Tutto era capace di sorprenderti allora! 

Con pochi spiccioli in tasca, approdai alla Cité Universitaire, piena di studenti di tutto il mondo, allegri, casinari e magnificamente liberi. Fu un’esperienza eccitante, unica.

Per sopravvivere l’unica risorsa erano le baguettes au camembert, le più economiche. Trattorie e ristoranti erano proibitivi e le poche sigarette (rigorosamente Gauloises) che avevi le accendevi con quel favoloso accendino cilindrico, il primo usa e getta della storia moderna, che mi pare lo producesse la Feudor. A mio parere era di una praticità incredibile ma anche di un design futurista mai eguagliato.

Insomma andare all’estero era veramente una scoperta…..

Oggi, invece, esistono tante opportunità per studiare all’estero come il progetto Erasmus e centinaia di altre occasioni.

Si arriva al campus in aereo, lavati e stirati, con la carta di credito e nulla ti stupisce più. E’ tutto un déjà vu, una gran noia.

Sarò forse di un’altra generazione ma allora sì che ci si divertiva e ci entusiasmava con molto, molto poco anche se poi non era affatto poco.

quando i sogni dei nostri figli si infrangono

aprile 23, 2008

tutti siamo nati allo stesso modo e tutti siamo cresciuti allo stesso modo.

Partendo da questo presupposto inconfutabile siamo stati dunque tutti bambini prima di diventare adulti e quindi, posso affermare con certezza che ognuno di noi è cresciuto diciamo fino all’età dei 21 anni circa nel mondo dei sogni.

Da piccoli si voleva diventare pompieri, poliziotti o crocerossine, poi, crescendo, calciatori, attori, veline, cantanti, comunque famosi. Prostitute non credo.

Questo percorso si rivive in qualche modo quando da genitore si assiste alla crescita e alla maturazione dei nostri figli che vorremmo sempre sognatori.

Per noi son sempre bambini e vorremmo portarli ancora per mano, quando, in realtà, son loro a tenerci per mano.

Noi infatti siam sempre lì a sognare per loro un buon lavoro e un matrimonio felice e una vecchiaia dignitosa.

dove il gusto ci guadagna

marzo 28, 2008

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ebbene sì, vi ho nascosto fino ad oggi, per non inquietarvi,  la mia intenzione di chiudere bottega, quindi domani con bagagli e burattini mi trasferirò celermente in montagna dolomitica per una settimana perchè lì il gusto della vacanza ci guadagna.

Non vado lassù per sciare e diventare matto per prendere lo skilift o mangiare wurstell e patatine fritte su un tavolino di 10 cm per 10 pressato da migliaia di scalmanati armati di scarponi e racchette. Per carità!!

Me ne resterò infatti “ai bordi” di tutto ciò gustandomi con distacco le mamme isteriche che urlano ai figli isterici (ma i papà dove sono? a sciare o in città a fare i vitelloni?) ed i fanaticoni che si buttano a valanga lungo le piste nere dando la caccia ai propri simili e alle migliaia di abeti come fossero palline di un gigantesco flipper (mille punti un pino, diecimila un suo simile). Contenti loro…..

Sarà uno spettacolo nello spettacolo osservare tutta sta gente ansimante e trafelata che correrà di qua e di là come se non si fosse mai allontanata dal lavoro e dalla città.

Vado su quindi da “osservatore” neutrale.

Il tempo sarà quel che sarà, non ha importanza, se ci sarà il sole applicherò il piano A, stravaccato su una comoda sdraio a leggere i giornali e un libro, e se pioverà o nevicherà, il piano B, sempre stravaccato ma sulla sedia coi cuoricini di qualche gasthof a mangiar polenta e funghi e poi sotto le coperte.

Mi spiace lasciarvi ma l’istinto di sopravvivenza in me è stato sempre molto forte al limite della decenza.

Abbiate cura di voi stessi, a presto (si fa per dire) 😉