quando si viaggiava in autostop

ai miei tempi, circa un secolo fa, gli Stati Uniti erano irraggiungibili, proibitivi e quindi ci si accontentava della Parigi di Jhonny Holiday o la Londra dei Beatles e Rolling Stones e Carnaby Street. Le altre città europee ancora non “esistevano”.

Era già una grande avventura dover oltrepassare le Alpi specialmente se in autostop e con lo zaino in spalla, figuriamoci l’Oceano.

Allora era ancora possibile essere dei “poeti” della strada, infatti, alzato il pollice, non si aspettava poi molto ai bordi delle strade e poi viaggiare in autostop anzichè in treno ti dava proprio il senso dell’avventura pura.

Quando tra mille incredibili quanto affascinanti vicissitudini riuscii ad arrivare a Parigi  fu come se avessi compiuto il viaggio della vita.

Tutto era capace di sorprenderti allora! 

Con pochi spiccioli in tasca, approdai alla Cité Universitaire, piena di studenti di tutto il mondo, allegri, casinari e magnificamente liberi. Fu un’esperienza eccitante, unica.

Per sopravvivere l’unica risorsa erano le baguettes au camembert, le più economiche. Trattorie e ristoranti erano proibitivi e le poche sigarette (rigorosamente Gauloises) che avevi le accendevi con quel favoloso accendino cilindrico, il primo usa e getta della storia moderna, che mi pare lo producesse la Feudor. A mio parere era di una praticità incredibile ma anche di un design futurista mai eguagliato.

Insomma andare all’estero era veramente una scoperta…..

Oggi, invece, esistono tante opportunità per studiare all’estero come il progetto Erasmus e centinaia di altre occasioni.

Si arriva al campus in aereo, lavati e stirati, con la carta di credito e nulla ti stupisce più. E’ tutto un déjà vu, una gran noia.

Sarò forse di un’altra generazione ma allora sì che ci si divertiva e ci entusiasmava con molto, molto poco anche se poi non era affatto poco.

34 Risposte to “quando si viaggiava in autostop”

  1. nataconlavaligia Says:

    Déjà vu anche per te…
    Parigi dev’essere stata meravigliosa e… le baguettes con il camambert… che goduriosi!!!!

    Le gioie della vita erano davvero poco, però se ci pensi quel “poco” ora non c’è più… Ora c’è il tutto. E se non si ha ci si mettono debiti pur di averlo…

  2. nataconlavaligia Says:

    cosa ho vinto come prima commentatrice?😉

  3. Warp9 Says:

    Ai tempi ho fatto pochissimo autostop, però giravamo un sacco con la moto.
    Vale lo stesso ?

  4. emma Says:

    Ho viaggiato tantissimo specie negli anni della mia formazione ed era così bello non avere un programma ben definito. Certo i soldi in tasca non c’erano e bisognava darsi da fare, cercare un lavoro. Ma era bello.
    Autostop no, ovviamente, non credo possa dirsi raccomandabile come mezzo per una signorina…

  5. newyorker Says:

    lorella, mais oui….sante parole le tue….hai vinto una settimana ad Ostia
    warp, stupendo viaggiare in moto, mejo dell’autostoppe
    emma, spesso mi sono accompagnato a signorine in autostop, sennò quando mi caricavano😉

  6. evacontroeva Says:

    CIAOOOOOOO NY………..grazie per il grido di ieri!!!!! Mi hai svegliata……

  7. nataconlavaligia Says:

    NY lasciamo il francese lontano… porta ricordi che ancora bruciano…
    Una settimana ad Ostia? Non risponderò più per prima se in palio non c’è almeno… che ti posso dire… una settimana a Sabaudia!😀

  8. newyorker Says:

    ilaria!!!, quale buon vento!!! bentornata!
    lorella, sabaudia la città del fascio??? per carità, meglio ma molto meglio Ostia😉

  9. xeena Says:

    Buon fine settimana anche da Kiss…torneró.
    Hai visto ieri sera da Santoro che generazione sta venendo su…..

  10. brix63 Says:

    non è colpa dei ragazzi, ma di chi non li ha educati alla fatica, al guadagnarsi le cose con l’impegno ed il sacrificio
    questa disgraziata categoria di giovani io li chiamo “figli del SUV”, per capirci…

  11. lois lane Says:

    Architè non ne abbia a male, faccio sempre commenti un pò sboroni, ma non ce l’ho con lei, sia chiaro.
    questo come premessa.
    il contenuto, e sarò brutale è: Ma chi cazzo vi dice che la gente non si entusiasma più anche scendendpo da un areo con la camicia pulita????
    io poi la camicia pulita ce l’avrei avuta pure con l’autostop!
    e ogni volta che viaggio mi sento una bambina che scopre..e fumo anche le sigarette locali.
    e che minchia! co’ ‘sti giovani d’oggi che pare siano senza emozioni. Non è vero.
    finito, per il resto architè, sono convinta che la sua sia stata una bellissima esperienza. e certe volte mi piacerebbe essere nata nei ’50, per poter vivere i ’70 come si deve.🙂
    sempre sua
    lois

  12. newyorker Says:

    xeena, finalmente ti si rivede, sì l’ho vista…bon fine sett pure a te
    brix, non esiste colpa,è solo progresso
    lois, nessuno dice non ci si entusiasma più…tu generalizzi sempre quando al contrario io parlo sempre per me e basta, per me essere arrivati a parigi in autostop è stata una conquista e se permetti il gusto ci guadagna in certi casi…oggi arrivare a new york in aereo non mi dà la stessa emozione, t’è capì???? anche un accendino allora era una scoperta ora con la globalizzazione è tutto un déjà vu, ma anche questo ti devo spiegare?????

  13. melania Says:

    Ho a suo tempo utilizzato l’autostop ma per piccoli tratti, tipo per andare dalla mia città al mare o cose di questo genere. Lo facevamo in piccoli gruppi e di nascosto dei nostri genitori. Ora se pensassi che mie figlie potrebbero fare una cosa del genere mi verrebbe un colpo…
    Certo, Parigi e Londra… meta principale dei mie viaggi quando ero adolescente e ragazza. Con aereo, treno o macchina. Cono pochissimi soldi che in qualche modo riuscivo a fare bastare. A Londra, mi ricordo, andavo anche spesso a ballare in discoteca, ma senza consumare e chiedendo al barista dei cubetti di ghiaccio per dissetarci. Quella delle baguettes con il camambert credo sia un classico… l’anno della maturità, a Parigi, sono andata avanti così per tre settimane. Ammetto che alla fine non ne potevo proprio più ma ero molto felice ed entusiasta.

  14. lois lane Says:

    si, evidentemente io non capisco. son giovane d’oggi, sa..quelle che viaggiano in aereo..e tutto il resto.😉

  15. basteuch Says:

    con tutte le menate brutte che si sentono accadere in giro, se avessi un figlio oggi non mi sentirei nemmeno di consigliargli l’interrail (sempre se esiste ancora). io credo che i tempi siano cambiati tanto…
    una sferzata di ottimismo, dalla biarritz crew!😉 ciao!

  16. roselia Says:

    certo che i giovani d’oggi si emozionano …forse per altre cose, magari non per un viaggio/avventura ma un comodissimo scalo all’estero con tanto di accomodation stabilita😉
    chiamali scemi!!!! 🙂

  17. wood Says:

    sai una cosa ..non mi piace quando quelli della mia eta’ scrivonno cose del tipo ” non ci sono piu’ i giovani di un tempo…una volta ci si divertiva con molto meno..BLA BLA BLA” perche’ significa che si è diventati uguali ai nostri padri madri e zie! Vecchi..
    Ogni peroiodo ha il suo divertimento!

  18. principasticcio Says:

    Sono di un’altra generazione.
    Non ho mai fatto l’autostop.
    Sono andata a Parigi, Londra e New York in aereo.
    E ti auguro… buon week-end!😉
    Un caro abbaccio.
    princi

  19. ilgambero Says:

    I tempi sono cambiati: guardando bene i fatti, non si puo’
    pretendere che tutto sia come una volta. Non ci sono neanche
    le condizioni, ossia, oggi le condizioni sono diverse.
    Il mondo e’ in continua evoluzione e con lui le nostre
    voglie e le nostre possibilita’.
    Pretendere che un giorno mio figlio (che oggi ha sette anni)
    faccia un giorno le sue vacanze come le facevo io 20 o 30 anni fa e’ assurdo.

    Se qualcuno quindici anni fa mi avesse detto che avrei un giorno usato questo meraviglioso e pericoloso schermo luminoso multifunzionale, gli avrei dato del matto.
    Ci siamo voluti mettere anche noi al passo con i tempi.
    Per non parlare dei telefonini e di tante novita’ di questi ultimi anni…

    Signori,che sbobba!!!!!! Sono andata fuori tema?

    P.S io faccio parte di quelli che… una doccetta al giorno con una camicia
    pulita, prego🙂

  20. francesca Says:

    Io all’estero ci sono andata dopo sposata pensa te…non ci pensavo nemmeno e nemmeno potevo permettermelo. lavoravo per studiare…figurati. Ma ricordo i miei campeggi a favignana e a levanzo, a pantelleria e Lampedusa alla maddalena…la prima volta a Panarea eravamo in dieci in una tendona militare…le traversate sul ponte in sacco a pelo a sentire le corde di una chitarra e il rumore del mare! Hai suscitato in me magnifici ricordi, accidentaccio!🙂

  21. Nausicaa Says:

    Nostalgia dei tempi andati eh…buon week-end!

  22. salvatorepiroddi Says:

    Hai ragione New…L’anno del mio diploma ” Istituto D’arte ” 17 Agosto 1982, partenza per Ibiza in vespone, Tre giorni di viaggio, tre giorni di presidio in porto per riuscire ad avere i biglietti dell’unico traghetto che portava a Ibiza…arrivati in un sogno irreale e devastante…profumi, fiori, veri fiori…Figli di un bar del tramonto indimenticabile…trascorremmo un mese intero e altri cinque anni a venire…Cecchetto cambio tutto, tutto cambio e volammo a Toronto…ma quella è tutta un’altra storia, era arrivato l’aereo….Musica caro New, ascolta ” TO THE LIONS ” LLOYD COLE da un lp che amo ” don’t get weird on me “…dimenticavo, sono anche un grafico…più in là ti spiegherò tutta la mia pazzia…” Lucida “.
    Salvatore, Maestro, Interior Designer, Geometra, Creativo grazie al mio cuore che mi permette di emozionarmi sognando ciò che ” Amo “…il mio lavoro…tutto è musica finchè riuscirò a sognare…anche grazie alle donne, amabili e impossibili. come i nostri sogni…vero New…dura la vita, BELLISSIMA.

  23. Paola Says:

    a me emoziona sempre molto partire, comunque, anche se ora il farlo è diventato sicuramente molto meno avventuroso…la curiosità di cogliere ancora qualcosa di nuovo…work in progress :-))

  24. melania Says:

    New, so che se non mi vedi apparire pensi “male”.
    Ma io mi assento per un po’ e questo “po’” non so quanto duri.
    In questo momento.
    Poche ore, una notte o giorni.
    So che devo perché le cose non vanno come dovrebbero andare.
    Perché quando si sta troppo male è meglio stare un po ‘ da soli.
    Oggi, anzi ieri, ho compiuto 47 anni.
    Merda, New…
    Questa vita non è come mi avevano promesso.

  25. newyorker Says:

    ciao a tutti, è un lunedì grigio….che nulla ha a che vedere col mese di maggio e la primavera, ma chissenefrega, tornerà il sole.
    Aggiungo un commento finale, poi passiamo ad altro, a questo post.
    Il senso di quanto ho scritto è uno ed uno solo. Quello che ho voluto dire è che allora, i più giovani devono ammetterlo, non c’erano nè mezzi nè soldi e quindi dovevamo arrangiarci e questo dava maggior lustro e gusto alle nostre “imprese”. Imprese che per causa di forza maggiore erano circoscritte alla sola Europa perchè, appunto, altri continenti non erano alla nostra portata. Nessuna nostalgia quindi nè alcuna volontà di dar lezioni di vita ma solo ed unicamente voglia di parlare dei miei ricordi. A quei tempi un viaggio a Istanbul era e rimaneva un sogno, addirittura impensabile, oggi, ci si va con pochi spiccioli. Le nostre méte erano, come dice Francesca, la Sicilia, la Sardegna, il sud d’Italia insomma, e se si riusciva ad andare a Londra era un’avventura fuori dagli schemi e soprattutto, solo per pochissimi!! Questo era il messaggio.

  26. Http500 Says:

    fatto 1000 volte sotto la pioggia! bei tempi!

  27. ilgambero Says:

    Forza melania!

  28. demi4jesus Says:

    Sai che m’è venuto in mente?
    Hai presente quando mangi troppo salato e poi non senti più bene i sapori?
    Ecco… è quello che stiamo vivendo noi… siamo talmente bombardati da tutto, da tante, troppe cose, che tutto perde significato e valore, non si distinguono più i sapori, non si aprezza più..
    “Il troppo stroppia”!

  29. francesca Says:

    infatti io non potevo neanche sognarlo ed il tuo messaggio era chiaro

  30. newyorker Says:

    http, con la pioggia bisognava proprio essere degli appassionati😉
    demi4, il troppo stroppia come stroppia la conquista facile
    franci, non mi riferivo certo a te mia cara…

  31. Donneconlavaligia Says:

    Intanto grazie newyorker per la visita di là al mio blog e per le tue belle parole sull’evento arte. Ho passato un bel po’ di tempo a leggere il tuo blog e i tuoi arguti post. Questo poi era imperdibile per una viaggiatrice (d’altri, forse gli stessi, tempi) come me.
    Condivido parola per parola.
    Marina

  32. newyorker Says:

    grazie a te marina che parli d’arte, la mia preferita😉

  33. animapunk Says:

    e invece sai che lo fanno ancora? proprio pochi giorni fa parlavo di autostop con un amico, e anch’io pensavo che fosse desueto, poi mi ha scritto mio figlio, quello che vive ad amsterdam, e mi ha raccontato di essere andato a francoforte con un amico turco, mi ha anche mandato una foto! l’iniziativa era partita in un gruppone di amici, sono partiti alla spicciolata e si sono incontrati lì, notte in ostello…..

  34. newyorker Says:

    anima, ma certo che si fa ancora, pochi ma lo fanno ancora…e meno male

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