New York i love you but….

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del mio recente viaggio a NY ho già scritto qualche giorno fa quanto di positivo avessi in esso incontrato e constatato.

Passiamo ora alle impressioni negative.

Innanzi tutto sono nervosi ed esauriti specialmente quando guidano (male) perchè fanno un uso spropositato del clacson  strombazzando di continuo e senza alcuna ragione.

Non sono gentili, peggio dei parigini, e se osate chiedere un’informazione ad un custode o una guardia privata di un museo, sembra che hai commesso un reato

Ovunque si vada ti ritrovi i faccioni, impomatati e freschi di messa in piega, dei cronisti della “Cnn live” che, strabordando dagli onnipresenti maxischermi al plasma, discutono senza fine sul fiocco di neve caduto nel Minnesota o sul bambino che ha bevuto un bicchier d’acqua senza menta. Parlano ore e ore sullo stesso argomento insignificante e ti seguono in pizzeria, al caffè, al ristorante, negli uffici, al supermarket, nei negozi di qualsiasi genere, nelle hall di tutti gli alberghi, insomma, quei faccioni non ti abbandonano mai, 24 ore su 24.

A proposito, non crediate di entrare in un bar e bere un cappuccino in piedi, non esistono nè il cappuccino nè il banco.

E Little Italy è diventata così little che non esiste più: locali, ristoranti e negozi, dalla chiara impronta italica, comprati e gestiti dai cinesi che sono di un antipatico ma di un antipatico….

Se hai la sventura di entrare in un loro negozio, ti si appiccicano come le mosche alla carta adesiva e non ti mollano mai per paura che tu possa fregarti un accendino da mezzo dollaro o un souvenir da dieci cents: “plima pagale e poi vedele”. Da strozzarli sul posto senza processo.

La Virgin non è che un lontano ricordo degli anni ’90, scaffali vecchi, impolverati e miseri, arredano alla meglio due piani di improbabili canzonette e filmetti.

In locali tipo le nostre rosticcerie o tavole calde si mangia gomito a gomito con gente di qualsiasi estrazione sociale, dall’impiegato in giacca e cravatta di Wall Street al poveraccio di strada, imbottito di birra. Il che fa molto pittoresco e trend ma se il poveraccio, tra un notiziario e l’altro della “Cnn live”, comincia ad insultarti o a gridare contro il mondo intero e a vomitare non solo parole senza senso….

Dopo una discreta nevicata, nessuno ha pensato bene di togliere i cumuli di neve e pozzanghere d’acqua che impedivano di attraversare la strada.

Non so se i più depressi siamo noi (come ha scritto il New York Times) o loro.

29 Risposte to “New York i love you but….”

  1. laviniasilvia Says:

    Ah, come me li fai piacere poco, questi newyorkesi.

  2. melania Says:

    Come si suol dire… l’altra faccia della medaglia… e questa faccia mi risulta un po’ tosta da digerire… ma mi è sembrato molto corretto, da parte tua, raccontare i vari aspetti di questa città che, per molti, è un “sogno” ancora da realizzare.

  3. elena Says:

    uao uao uao ….. la poesia diventa un roccambolesco racconto di una cittadina che sembra apparire……ma dell’essere non si cura gran che…..Però anch’io ammiro di te il fatto di aver raccontato l’altra faccia della medaglia di un luogo che, dal tuo blog e dall’entusiasmo che hai sempre mostrato parlandone,sicuramente nutri per questa città…….io ad esempio adoro Parigi, ma non sarei capace di fare altrettanto…..non per poca obbiettività…..ma solo perchè ci sono stata tanti e tanti anni fa…e ne conservo un ricordo romantico, tanto da nn volerci tornare ora che sono sola…..si lo so è una caz……lo so lo so….piccole manie romantiche che ancora e nonostante tutto conservo…

  4. emma Says:

    immagine decadente
    non conosco gli stati uniti, ma se anche tu che ne sembri un ammiratore, ne fai un ritratto del genere, posso dire che sufficientemente sdrammatizzati val la pena di vederli…

  5. Miskappa Says:

    E vabbè, certo, di cose negative ce ne sono e anche di più di quelle che hai citato. A proposito del nervosismo: hai notato quando, all’ora di chiusura degli uffici, se hai la sventura di trovarti da turista a Manhattan e , per giunta, in metropolitana, gli impiegati urlano come pazzi, tutti, per invitarti a sgomberare il passaggio, per consentire loro di correre e di infilarsi nei vagoni? Dove corrono? A casa? A riposarsi? Nooooooo, corrono verso il loro secondo lavoro, perchè lì tutti hanno un secondo lavoro, che può consentire loro di continuare ad acquistare una serie di cose inutili. Ma si sa: negli States vali per quello che possiedi. Little Italy poi, che tristezza: ho riportato la stessa impressione, è ormai un posto finto, in mano ai cinesi da molti anni. Incredibile, ma vero: non ho mai incontrato un cronista della CNN, per fortuna!
    E poi le persone, se fumi, ti guardano come fossi Barbablù, anche se lo fai per strada…grrrrrrrrrrrrrrrrr….

  6. roselia Says:

    ciao York! lunedì proprio da mammina col figliolo febbricitante….oggi sono in pista e lui ancora a casa.
    La grande mela vista così non è affascinante come ce la descrivono…però un viaggetto se potessi lo farei comunque!🙂
    … ma i bar senza bancone?😦

  7. newyorker Says:

    lavinia, beh …son le stesse cose di tante altre città, niente di che
    melania, oggi come oggi andare a NY non è più un’avventura, specialmente se parliamo di costi aerei….e poi in Europa e in Italia ci sono tanti di quei posti su cui sognare…..
    elena, Parigi è la mia preferita al mondo, ci son stato una quindicina di volte tanto mi piace,tornaci anche tu
    emma, non sono un ammiratore nè degli States nè di NY…mi piacciono e nulla più, quando parlo dei miei viaggi ci metto sempre molta enfasi perchè tutto mi piace e tutto mi entusiasma…sfato ora un mito, agli States preferisco l’Europa con le sue tradizioni e la sua storia
    miskappa, la brevità è il mio obiettivo nei post, ho dunque fatto una scelta e raccontato solo i lati negativi che non mi/vi avrebbero annoiato, avrei voluto infatti parlare anche di quante fregature si prendono dal personale addetto ai biglietti all’ingresso dei tornelli….
    roselina, mezza Italia è a letto malata, bentornata…..NY è comunque bella come tutte le città del mondo e val la pena andarci e ritornarci (come farò presto) anche se il bar non è concepito come da noi, non si usa infatti bere un caffè o che te pare al banco, ci si deve sedere o ti mettono il liquido in un bicchierone di cartone da asporto e bevi ciò che hai chiesto mentre sei a passeggio (‘na figata eh?)

  8. Pittrice Says:

    Ho una specie di fobia per le grandi città. Anche Bologna a volte mi sembra troppo…ed è per questo che prediligo i piccoli ristoranti, i piccoli gruppi di amici, mi piace guardare la tv nel salotto, che è piccino, rispetto alla mansarda, aperta e spaziosa. In una grande città mi sentirei persa, spaurita. Ma è un grosso handicap, purtroppo. Ed ammiro ed invidio la gente come te che passa da una situazione all’altra senza colpo ferire. Significa mente aperta e capacità di gestire le situazioni. Ecco, io zero.

  9. newyorker Says:

    pittrice,dài…nun fà accussì….Manhattan è grande ok ma non ti ci puoi proprio perdere tanto è facile girarci, è una scacchiera…ben altra cosa Bologna, Roma, Parigi, Londra

  10. francesca Says:

    a new yò, ma non me vieni più a trovà?

  11. elena Says:

    ci tornerò quando sarò innamorata…….con l’uomo che sarà entrato in punta di piedi nel mio cuore…….è una promessa che mi sono fatta quando ho tolto il piede dal suolo parigino…….lo ripeto è una gran cavolata…..
    ma Parigi ce l’ho nel cuore…..così tanto….che non posso non condividerla con qualcuno che capisce le mie emozioni……Parigi è un mondo a parte per me……e ritornarci è come andare nei miei sogni……e tutto dev’essere un sogno…..non ho 15 anni, ne ho 28…….ma è una parte innocente del mio essere che nascondo accuratamente……..(faccio spallucce)……spero di tornarci presto…………

  12. wood Says:

    mmmhhh..c’e’ da crederti?? non è che hai visitato New York con la persona sbagliata come feci io con Cuba anni addietro? Conservo infatti un pessimo ricordo di quell’isola dei caraibi che tutti DECANTANO come stupenda, ma che io ricordo solo con antipatia per la compagnia…
    A volte i luoghi li fanno le persone, capita che magari si vada alla sagra del fungo a Giaveno e sia piu’ divertente che andare al ballo della Rosa di Montecarlo..dipende con chi ci vai!

    ciau ciau ciau!!

  13. newyorker Says:

    francè, ma davvero ti sto trascurando? cavoli, mi sono distratto, rimedio subito
    elena, di solito non si torna mai in un posto dove si è già stati con l’ex di turno, si scelgono altri posti per non sovrapporre ricordi ed emozioni…hai 28 anni e di occasioni per tornare a Parigi con nuovi amori non ti mancheranno
    wood, è vero, a volte la persona sbagliata ma al posto giusto può guastarti la vacanza…ma non è stato il mio caso, in fondo queste critiche sono insignificanti perchè di tutto e di più si trova ovunque si vada….ai Caraibi son stato anch’io…du’ palle, non mi sono piaciuti affatto…sono infine d’accordo sulla sagra del fungo, adoro i funghi

  14. uneromaineaparis Says:

    Ciao newyo’!!!!!!!
    allora, passata l’ondata euforica siamo al redde rationem, eh?
    Il fatto è che l’America non è più quella degli anni ’50, nè come ideali, nè come economia, nè come gente. La sola New York che mi piacerebbe visitare è quella di Cary Grant et Hedy Lamarr, ma non esiste più, l’ha spazzata via la mondializzazione che ha portato mc donald’s a pechino e il cous-cous nel fast food; in realtà gli americani soccombono sotto il peso del loro stesso imperialismo marcio.

  15. newyorker Says:

    ma ho una visione o cosa???? barbarà sei tornata??? vedo tuoi avatar ovunque!!! era ora che tu tornassi!!!spero tu rimanga ora….mi dirai una volta per tutte cosa hai combinato??? poi passo da te…ora dovrei rispondere a tutti i tuoi commenti….troppa fatica..fammi prima riposare dalla lor lettura…bentornata dunque

  16. uneromaineaparis Says:

    grazie!🙂

  17. raphaela2 Says:

    Evviva, anche la grande mela è un pò marcia!!!!

  18. emma Says:

    grazie per la canzone… l’umore non è migliorato ma fanno bene gli stones..
    (io continuo a sognare il Mexico, NY, e che ce pozzo fa?)

  19. jimbao Says:

    A maggio vorrei fare una capatina a New York, anche se bisogna vedere come saranno messe le finanze (plima pagale poi vedele!) Verrò qui a chiedere consigli e suggerimenti🙂

  20. cristy Says:

    be’ tutto sommato, e’ meglio l’Italia! Tirando le somme non si sta’ poi cosi’ male qua. Naturalmente parlo per quanto riguarda i rapporti umani. Per il resto ce n’e’ da parlare e parlare e parlare da farsi venire il mal di stomaco! Ciao Cristy

  21. nadiaflavio Says:

    Mi ricordo in un locale italiano “SBARRO” mi sembra, chiesi un caffè espresso e mi diedero mezzo litro di brodaglia nera da paura……
    Ciao
    Flavio

  22. xeena Says:

    Io peró ci voglio andare…prima o poi🙂

  23. Oscar Ferrari Says:

    Xeena, tiriamo su un po’ di gente e andiamo a fondare “little south tyrol” nella grande mela

  24. Roberta Says:

    Se vieni a Philadelphia, siamo tutti piu’ simpatici…
    Pero’ il Greenwich Village e’ carino, dai!
    L’ultima volta che sono stata a NY ho fatto una faticaccia a trovare Little Italy! Non e’ rimasto che mezzo isolato…

  25. NEWYORKER Says:

    ciao ragazzi, non so perchè ma oggi non riesco a fare il login sul mio blog…non riconosce la mia password…ho provato a cambiarla ma non cambia il risultato, non mi accetta….per caso avete gli stessi problemi di login?

  26. spiritofstluis Says:

    allora la trave nell’occhio l’hanno anche gli americani; peccato che cerchino sempre la pagliuzza in quello degli altri…

  27. emma Says:

    no NY, nada, tutto ok, pazienta forse è situazione momentanea…
    (un abbraccio solidale)

  28. newyorker Says:

    ok, tutto risolto…ho fatto la voce grossa alla wordpress e mi hanno subito risolto il problema.tsè!!

    barbara, prego!
    raphaela, ma sì, come tutte le citta, pardon, le mele del mondo, tranne quelle di Oscar
    emma, gli stones sono il miglior antidepressivo in commercio e non ha effetti collaterali dannosi
    jimbao, allora ci incontreremo…dovrei tornarci anch’io in quell’epoca
    cristy, la tua è una riflessione sulla quale avevo già pensato un nuovopost che farò a breve
    flavio, la brodaglia è sempre quella…ma lo sai che a lungo andare alla fine ti ci abitui?
    xeena, e farai bene perchè vale la pena sempre viaggiare
    oscar,beh quello lo trovi già in Argentina e paesi limitrofi….eheheh
    roberta, di little italy è rimasta una finestra dalla quale si sporgeva un vecchietto sicuramente italiano…. era così simpatico…sul greenwich village sono d’accordo
    spiritofstluis, eccerrrto, come gli inglesi, francesi, tedeschi ecc ecc
    emma, grazie, come vedi ho risolto ma non senza sudare…un bacio

  29. locksmith nyc bar Says:

    locksmith nyc bar

    New York i love you but…. | Newyorker

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