una domenica pomeriggio all’isola della Grande Jatte

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la cosa che più mi ha colpito nel mio recente viaggio a New York è stata la possibilità di ammirare da vicino, vicinissimo, al MoMa, lo studio finale per la composizione de “Una domenica all’isola della Grande Jatte”, di George Seurat.

Ho potuto così ammirare sbalordito tutti i suoi studi “divisionisti”, decine e decine di bozzetti a matita stupendamente stupendi, di preparazione all’opera finale conservata all’Art Institute di Chicago.

Lo studio del cane, e le scimmiette, e l’ombrello, e la gonna della donna in primo piano, e i bagnanti. S.T.U.P.E.N.D.O.

Una padronanza della matita oltre qualsiasi immaginazione, una tecnica del chiaro-scuro da paura, maniacale, tanto che ancora adesso a parlarme mi viene la pelle d’oca…

Avrei voluto catturare tutta quella bellezza nella mia macchinetta fotografica e poi pubblicarle qui nel blog per goderne assieme ma era vietato fare fotografie.

E’ stata veramente una scoperta incredibilmente interessante, rivelatrice, perchè non avrei mai pensato che un artista avrebbe potuto raggiungere una simile perfezione d’arte. Più di Durer, di Leonardo, di Piranesi e Canaletto ma non del sottoscritto!!!

Ecco…quando incoccio contro il genio umano mi riconcilio col mondo. Non tutto è perduto.

29 Risposte to “una domenica pomeriggio all’isola della Grande Jatte”

  1. emma Says:

    fa bene almeno crederci, NY.

  2. misia Says:

    ma lo sa che è morto Seurat???🙂
    (che strano…io questa mostra l’ho vista al MOMA…)
    buon giovedi!

  3. newyorker Says:

    emma, se non fosse così, sarebbe finita da parecchio…
    misia, anch’io…non morto come Seurat ….anch’io l’ho vista al MoMa😉

  4. raphaela2 Says:

    Che bello vedere lavori che ci deliziano….che ci nutrono….ma Buona giornata NWY!!

  5. bitunicode Says:

    io ho avuto lo stesso effetto con Leger!!!

  6. roselia Says:

    la vera arte infonde pace….
    ciao Yorky!

  7. Miskappa Says:

    Ecco,bene, finalmente archivati papi e guardiasigilli, si parla di cose serie e rigeneranti. Seurat non è nelle mie corde, quindi non ho apprezzato, ma lo guarderò meglio, dopo aver letto il tuo post. Non so perchè, ma mi faccio influenzare molto dalle vicissitudini personali degli artisti, e lui mi sta antipatico🙂 Comunque la Grande Jatte è un capolavoro, mo me lo riguardo. Grazie della segnalazione, ti passo il cancellino,anzi,ti cancello io stessa.
    Ciaoooo
    Anna

  8. priedavat Says:

    Ok, invidia a palla per qualcuno che può viaggiare così tanto.

  9. newyorker Says:

    raphaela, brava, hai detto bene, ci nutrono di …immenso, altro che ‘sta monnezza
    bitu, leger? ma dài, non è possibile…non mi ispira molto, lo definerei metallico, con questo non voglio dire che non mi piace….è piacevole e piacione ma non fa capolavori
    roselì, pace e bene diceva qualcuno
    miskappa, eh no! farsi influenzare e guidare dalle vicissitudini degli artisti non lo approvo…ora ti segno io sulla lavagna
    priedavat, viaggiare è l’unica cosa che ci rimane di positivo al di là di quello che trovi

  10. Miskappa Says:

    Vuoi mettere il fascino di una vita interessante? Comunque il puntinismo non mi piace, tiè.

  11. melania Says:

    ok, anche io ho provato quel giusto pochino di sana invidia… è da un po’ che non riesco a fare un viaggio (nonché vacanza) come si deve… comunque spero di recuperare al più presto.
    delizia per gli occhi e per l’anima…
    oggi sono in ritardo, con il nostro appuntamento quasi quotidiano…
    ciao e a presto

  12. fede Says:

    Sono d’accordo con te sul Pope e sul tuo entisiasmo a guardare l’America che, a volta infantile, a volte gigantesca, ha qualcosa da dirci.
    Sono europeista nel senso etimologico del termine ma che meravigloso colorato semplice enorme parco è l’Ammerica!!!

  13. newyorker Says:

    miskappa, mo’ te cancello, punto!!
    melania, avrai tempo per rifarti ne sono sicuro
    fede, benvenuta, meno male che ci sei tu a risollevarmi un pò il morale…d’accordo sull’America, un grande luna park dove tornerò next spring

  14. Pittrice Says:

    Uno dei miei primi amori fu il mio professore di storia dell’arte in quinta liceo. mi fece amare quello che lui amava, mi fece vedere quello che lui vedeva. La perfezione, l’arte, le emozioni. Andammo al Louvre, e per poco non caddi vittima della sindrome di Stendhal. Rimasi due ore davanti ai dipinti, alcuni enormi, degli impressionisti. Mi venne a prendere lui, tenendomi la mano e ridendo dei miei occhi emozionati. Degas, il mio primo ed unico amore. A quel professore devo molto. l’arte, i dipinti, le enormi sculture mi riportano sempre a lui. E’ strano come nascano le passioni, no?

  15. newyorker Says:

    pittrice ciò che scrivi perchè non tramutarlo in post?

  16. clio Says:

    Sai che anche a me succede, quando vedo una bella opera mi riconcilio con il mondo, mi smebra di essere anche io un po’ capace di fare qualcosa di bello.
    Purtroppo non è vero, nel mio caso, ma mi rabbonisce uguale.
    Ciao
    CLio

  17. JOe Says:

    beato te che hai potuto vederlo.
    però grazie di avercelo raccontato

    che gifo

  18. xeena Says:

    Mi associo alla JOe, beato te!

  19. erica blogger Says:

    mi è sempre piaciuto molto Seurat
    e impazzisco x i francesi della seconda metà dell’800 e di inizio 900
    ho anche dei bellissimi ricordi di un viaggio a New York , al ritorno dal Canada
    anche a me piace molto viaggiare e l’ultima “gita” è stato a Roma alla fine del 2007
    ho potuto rigustarmi i Musei Vaticani , tutti belli lustri e splendenti !!!!
    erica

  20. newyorker Says:

    clio, molti tra noi ogni giorno fanno dei capolavori e non lo sanno…..
    joe, l’ho potuto vedere solo ora che ho una certa età…tu puoi fare di meglio
    xeena, vedi risposta a joe
    erica, benvenuta, spero tu abbia visto anche Gauguin e Rothko…

  21. Pittrice Says:

    NY, già fatto.
    Se vuoi leggerlo, nel mio blog, usa il tasto CERCA.
    scrivi LOUVRE.
    il primo post che compare racconta come andarono le cose..

  22. uneromaineaparis Says:

    ecco, allora, qua la lunghezza d’onda si perde; infatti io sono rigorosamente classicista. pensa che al massimo mi fermo (in senso metaforico) alla gare saint lazare e a van gogh (ma non tutto); per me niente riesce a eguagliare la bellezza di un bacchino malato o di una vocazione di San Matteo

  23. newyorker Says:

    che peccato, pensavo che saresti stata d’accordo anche su questo😦

  24. demi4jesus Says:

    Come amo l’arte… è in grado di dire quello che noi non sappiamo dire… 🙂

  25. artemis Says:

    Cool your web-site. I love art and I like reading this things. Thank you and bye

  26. Wolfgang Says:

    Dein web-site ist sehr gut. Ich liebe kurt. danke

  27. serena Says:

    ciaooo…io porto una domenica all’isola della grande jatte agli esamii
    il disegno l’ho gia fatto…adesso speriamo bene l’interrogazione…ciao un kiss a tutti

  28. newyorker Says:

    ciao serena, ora mi spiego perchè in questi giorni ho molte visite sul capolavoro di Seurat…molti hanno avuto la tua stessa idea. In bocca al lupo !!!

  29. io Says:

    ma k dite??? nn ci kapisko nnt

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