quel motorino parcheggiato sotto casa di Alessio

Maggio 28, 2008 by newyorker

di solito si incontravano in casa della famiglia di Alessio, cenavano e poi uscivano per un gelato, una passeggiata, un cinema e così è stato anche la sera di giovedì.

Flaminia ha parcheggiato il suo motorino bianco sotto casa di Alessio e dopo una  cena con penne al gorgonzola hanno scambiato quattro chiacchere e, presi i caschi, hanno sceso le scale di corsa ed in sella al motorino di Alessio, perchè più nuovo e sicuro, son partiti.

Andavano ad incontrare degli amici davanti all’università, poche decine di metri da quell’incrocio, per passare la prima calda serata estiva in allegria.

Quel motorino bianco è ancora lì, parcheggiato accanto al portone di Alessio, in attesa di un miracolo che mai potrà accadere.

Ciao amici, vado a dare l’ultimo saluto a due splendidi ragazzi che se ne sono andati per far posto ai balordi di questo mondo.

Grazie di tutto.

uno Stato di diritto di uccidere

Maggio 27, 2008 by newyorker

come tutti saprete il gip ha derubricato il fattaccio da omicidio volontario in doloso su richiesta dell’avvocato della controparte, cioè di quel mascalzone, rifiuto umano di cui mi fa schifo solo pronunciarne il nome.

A dir la verità non ho mai creduto che l’accusa di omicidio volontario sarebbe rimasta in piedi a lungo, conosco ormai la perversione giuridica italiana. Pertanto non mi sono stupito più di tanto ma indignato sì, offeso anche e preso in giro.

Tempo fa scrissi un post proprio sul vergognoso mestiere di quegli avvocati difensori che, pur consapevoli della colpevolezza dei loro assistiti di turno, si aggrappano a cavilli giuridici di dubbia onestà etico-professionale.

Se sconterà tre anni di carcere sarà grasso che cola, tre anni contro due vite incredibilmente oneste.

Ma chiedere addirittura gli arresti domiciliari per quel disgraziato figlio di puttana mi sembra veramente troppo!! Oltre il danno la beffa!

Credo che l’Ordine degli avvocati dovrebbe vergognarsi e l’intero ordinamento giuridico italiano riconsiderare e riscrivere certe leggi ormai obsolete e fuori dalla realtà.

Sono convinto che rimettersi alla clemenza della Corte sia in certi casi d’obbligo e più dignitoso sia per l’avvocato che per l’accusato.

Sono proprio un qualunquista!

PS: al momento, in casa dei genitori di Alessio e Flaminia non è ancora arrivato un telegramma di condoglianze e scuse da parte della famiglia del balordo che pare sia…. “costernato”.

Alessio e Flaminia, i veri “bravi ragazzi”

Maggio 26, 2008 by newyorker

ho trascorso questi ultimi tre giorni accanto ai genitori di Alessio Giuliani, un ragazzo solare strappato alla vita e ai suoi cari nel più abominevole ed inaccettabile dei modi.

Con lui, Flaminia, la sua ragazza.

Questi sì che erano “bravi ragazzi”, quelli che tutti vorremmo come figli, e vederli crescere era soddisfazione e gioia per tutti coloro che hanno avuto la fortuna di averli accanto.

Tantissime manifestazioni di solidarietà da parenti ed amici, tutti stretti attorno alle famiglie straziate.

Anche un telegramma del sindaco Alemanno ha portato un pizzico di conforto e non solo a livello istituzionale. Forse sarebbe stata apprezzata pari partecipazione anche da parte di Veltroni sindaco spirituale della città.

Così come sarebbe stato gradito in occasione della finale di Coppa Italia, tra la Roma e l’Inter, poter esporre liberamente uno striscione di omaggio e commiato dalle tribune dell’Olimpico ai due ragazzi.

Ciò è stato possibile solo in parte perché diffidati dalle autorità che pretendevano uno striscione in stoffa anziché in carta. Non essendo autorizzato è stato possibile esporlo quindi solo per pochi attimi.

Così come sarebbe stato di immenso conforto per i genitori un minuto di silenzio prima del calcio di inizio perché Alessio, romanista nel cuore, aveva già in tasca il biglietto per quella serata alla quale non è mai arrivato.

Anche la Rai non ha “saputo” cogliere l’attimo ed inquadrare quello striscione “abusivo” in ricordo dei ragazzi ed in ossequio del dolore delle famiglie, quella stessa Rai che ha assediato in questi giorni le abitazioni dei due ragazzi per strappare o rubare un’intervista.

Oggi, lunedì, a quattro giorni dalla tragedia, i genitori ancora non hanno potuto riabbracciare Alessio perché la burocrazia non lo permette e solo perché una famiglia amica ha messo a disposizione la propria tomba sarà possibile tumularli perché altrimenti si sarebbe dovuto attendere un mese e mezzo per trovare loro un posto al cimitero di Prima Porta. 

Questa è Roma, la capitale culturale del mondo!

 

pochi ma buoni, grazie

Maggio 22, 2008 by newyorker

l’argomento da me affrontato ieri non era dei più facili tant’è che su più di trecento visite ho raccolto non più di venti commenti. Pochi ma buoni, però.

E’ cosa nota tra noi che più si parla di fesserie e più si incontra il favore dei visitatori che, volendo per alcuni attimi dimenticare problemi di lavoro o famiglia o esistenziali, giustamente si affacciano su WordPress per qualche attimo di pausa.

Sarebbe fin troppo facile per tutti noi riportare sulle nostre pagine quanto di più becero si possa estrarre dai siti web dei nostri giornali, quella che si spoglia, quell’altra che non porta lo slip, quell’altro che posa nudo, quell’altro ancora che bacia la velina di turno. La gente è questo che cerca e vuole e come dargli torto visti i tempi che corrono?

Anch’io saltuariamente ne parlo ma più per stemperare l’aria che per fare audience. Sai che palle se vi parlassi ogni giorno di matrimoni falliti, di malati di cancro, di ospedali, di guerra, di povertà, di disgrazie.

Alternare argomenti leggeri a quelli pesanti e viceversa non è per me casuale ma studiato a tavolino e sapete perchè?

Perchè così facendo scremo il gruppo e restano con me solo i migliori e il post di ieri, se avessi avuto ancora il bisogno di avere conferme, mi ha fatto capire di aver raggiunto l’obiettivo.

I vostri commenti oltre che una grande soddisfazione per essere riuscito a scalfire le vostre corazze mi hanno fatto capire che se passate da me è per riflettere e raccontare le vostre esperienze anche le più scomode perchè in casa mia si può fare senza timore.

Leggendo le vostre risposte al mio post di ieri mi sono commosso tanto che avrei voluto avervi tutti qui per un forte, infinito abbraccio colmo di stima e affetto e soprattutto tanta tanta solidarietà per i vostri problemi che, leggendo di qua e di là, credo siano tanti, specialmente tra i più giovani.

Vorrei consolarvi ed aiutarvi tutti ma sono solo un povero cristo e più che ripetervi all’infinito che anch’io sono stato giovane, che anch”io ho avuto problemi di precariato e di lavoro, che anch’io ho avuto problemi di divorzio, che anch’io ho avuto problemi di salute e che anch’io ho una gran paura della morte, non so fare.

Posso però dirvi che tutti questi problemi li ho risolti sapendo aspettare e lottando ed ora sono veramente soddisfatto in tutto e per tutto e sono pronto a risolvere anche quelli che verranno.

Un grazie a tutti voi grande come una casa, quindi, e, ricordate, non datevi mai per vinti!!!

il bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno

Maggio 21, 2008 by newyorker

nella vita ho sempre saputo che prima o poi avrei avuto a che fare con giustizia e salute.

E così è stato, nessuno può sfuggire dal doverli un giorno prendere per le corna e tirare a tutta forza.

Anche per me, dunque, poco tempo fa, sono arrivati puntuali prima il momento della giustizia e a seguire quello della salute e, se devo essere sincero, ne ho tratto un gran giovamento. 

Nelle aule del tribunale ho avuto infatti delle grandi soddisfazioni professionali e morali mentre nei corridoi dell’ospedale ho trovato grandi dimostrazioni di umanità ed amicizia.

Per farla breve tralascio l’esperienza giustizia e parlo invece di quella legata alla salute che mi ha visto co-protagonista in una brutta avventura di una persona cara, molto cara, presso un ospedale romano per più di un anno, con lunghe attese davanti a porte e portoni che non si aprivano mai.

Ed è stato in quelle interminabili ore che son venuto in contatto con tanta gente, tanta gente sfortunata che soffre e che si aggrappa alla vita mentre altra la getta via.

Si scambiano esperienze e dolori, paure e sofferenze e ci si stringe uno con l’altro in un mondo totalmente estraneo da quello esterno.

Si piange e ci si abbraccia, ci si augura fortuna, tanta fortuna, e ci si saluta forse per sempre.

Tutto ciò non mi ha dato serenità, certo, ma sicuramente mi ha dato una gran lezione di vita per cui il bicchiere è sempre mezzo pieno e mai mezzo vuoto.

Questo non vuol dire ignorare la sofferenza altrui ma, tutt’altro, esserne consapevole e non esitare a dare un aiuto laddove ci sia necessità coi fatti e non solo a parole.

A buon intenditor poche……parole.

preferisco stare in panchina

Maggio 20, 2008 by newyorker

arrivare alla fine del rapporto di lavoro è sempre un momento difficile sotto molti aspetti di cui quello maggiormente preoccupante è il fattore psicologico. Sentirsi non più parte attiva di un ingranaggio “produttivo” può generare infatti riflessioni negative con ricadute spesso nella depressione.

Non provavo quindi fino a poco tempo fa grande entusiasmo all’idea di dover un giorno andare in pensione. Vedermi seduto su di una panchina al parco vicino casa ad ascoltar il vento o godere del fresco nelle calde giornate estive l’ho sempre rinnegato ma col trascorrere del tempo e degli anni, lentamente, ho cambiato idea e non per stanchezza fisica o mentale o stress. Ho cambiato idea perchè in questi molti anni di lavoro ho conosciuto le persone con tutti i suoi difetti e pochi pregi.

Da giovani si è pieni di ideali e di speranze ma di poche certezze. Il lavoro che si è trovato non è proprio quello che desideravi ma ti adatti e fai buon viso a cattiva sorte. Insomma ci si adatta, prima o poi.

Ad una cosa però non sono riuscito ad adattarmi: le persone.

La peggior categoria vivente su questa terra, compresi amici e parenti, specialmente nell’ambiente lavorativo dove ogni colpo non è proibito. Proprio non pensavo che fosse così corrotto, falso, bugiardo, illegale, immorale, marcio, disonesto. Uno schifo che col passare degli anni ti rivolta lo stomaco tanto da non veder l’ora di scappare.

Ho ormai raggiunto una soglia insopportabile di nausea e tanti pregiudizi sull’età della pensione si sono dissolti del tutto. Fra qualche anno potrò finalmente andarci anch’io e defilarmi da questo circo delle falsità e dell’inganno proprio non mi dispiacerà.

Essere messo in panchina non dovrebbe essere poi così male ma ho tante di quelle cose da fare che ci starò seduto ben poco comunque.

L’importante è non avere più a che fare con la gente!

la professoressa tutta linee e curve

Maggio 19, 2008 by newyorker

frequentavo la seconda media e a metà circa dell’anno scolastico il prof di disegno dovette essere sostituito non ricordo se per malattia o altro, fatto sta che quando entrò lei la classe intera si bloccò e un silenzio totale diede l’opportunità ad una mosca di far sentire il vibrare delle sue ali (a volte la mia vena poetica mi stupisce, mi spaventa quasi).

Indossava un tailleur blu che col biondo dei capelli legava che era uno schianto! In un attimo si sistemò alla cattedra e si presentò come la supplente di disegno tra l’incredulità generale. Doveva essere fresca di laurea….

Abituati ad avere professori come vecchie zitelle e attempati personaggi, con occhiali dalle lenti spesse come fondi di bottiglia, fu per tutti noi, ancora in calzoncini corti, l’evento storico più importante dopo la rivoluzione francese.

Era un piacere vederla alla lavagna a spiegarci come si disegnavano le linee curve in assonometria ed ascoltarla quando ci parlava del barocco o delle piramidi.

Nelle esercitazioni in classe si faceva a gara per chiederle come si faceva questo o quell’altro e ci si impegnava al massimo per fare bella figura ed io che ero tra i più bravi, dopo tante “delusioni” in latino o matematica, non mi sembrava vero poter emergere sugli altri ed avere un “dialogo” privilegiato con lei.

Tutti aspettavamo con ansia il mercoledì, giorno della sua docenza, anzi non aspettavamo altro!

Ecco, questa fu l’unica volta che non dico mi innamorai della professoressa ma sicuramente me ne inebriai.

telefoni, walkman e mattoni

Maggio 16, 2008 by newyorker

leggendo un post dell’amico Warp9 mi è venuta l’ispirazione per il post che segue (al quale segue il bellissimo approfondimento sempre da parte di Warp9bis ).

Vi ricordate quanto erano ingombranti e pesanti i primi telefoni cellulari? Grossi più o meno come mattoni non sapevi dove metterli uscendo di casa e poi avevano delle batterie altrettanto enormi e, cosa ancor più scomoda, duravano pochissime ore. In alcuni casi bisognava portarsi dietro anche il caricabatterie, anch’esso pesante e grande come un volume della Treccani.

Alcuni modelli, di fatto, per la loro mole e numero di accessori, non potevano che essere venduti con tanto di valigetta così scomoda che spesso e volentieri si doveva lasciare a casa il cellulare o rischiare di averlo scarico dopo appena un paio di telefonate.

Tra l’altro, non tutto il territorio era coperto dalla rete telefonica e in molte città o paesi diventava completamente inutile portarlo con sè.

E poi costavano tantissimo, sia per acquistarlo sia per usarlo: bisognava innanzi tutto abbonarsi alla società telefonica pagando il canone e poi le tariffe erano da paura tanto che o non si usava o si facevano telefonate di un paio di secondi. Era ancora un oggetto esclusivo, per pochi, tanto che costituiva uno status symbol.

Ora sono sempre più sottili, tascabili e infarciti di optional che nessuno riesce ad usare e in vendita a pochi soldi e con costi di utilizzo veramente minimi, forse troppo tanto da inflazionarne l’uso.

In effetti si telefona anche per la più stupida delle stupidate, oltre il limite della maleducazione, e in alcuni casi si esagera specialmente quando si è alla guida di una macchina o  motorino o camion.

Gli ipod, prodotto finale degli antenati walkman, hanno seguito lo stesso cammino.

Forse era meglio quando tutti questi oggetti “irrinunciabili” si dovevano lasciare a casa perchè ingombranti e….inutili.

ps: l’obiettivo di questo post non è un SMS del tipo “ai miei tempi si stava meglio” o “si stava meglio quando si stava peggio” o anche “i giovani di oggi si annoiano” ma soltanto quello di strappare un sorriso.

Freddie Mercury, un sipario mai più riaperto

Maggio 15, 2008 by newyorker

l’altro giorno sono inciampato casualmente su MTV Gold, un canale che, come tutti saprete o potete facilmente intuire, trasmette vecchi video musicali intervallati da dosi massicce di pubblicità, praticamente ogni due video ti devi sorbire un bombardamento di stronzate.

Vabbeh, faccio finta di niente perchè ciò di cui voglio parlare è la tristezza-nostalgia e il rimpianto ancora profondo per uno dei gruppi musicali più significativi ed incisivi di sempre, dopo i Rolling e i Beatles naturalmente: i Queen.

Trasmettevano appunto una filmografia di tutti i loro successi e vi giuro sono rimasto incollato allo schermo e col volume a palla dal primo all’ultimo clip non solo per la bellezza delle loro canzoni ma anche per il magnetismo (da morto, figuriamoci da vivo!!) che quel grande personaggio trasmetteva e ancora sa trasmettere a chi lo ascolta: Freddie Mercury.

Bucava lo schermo come si suol dire e riempiva da solo lo spettacolo, il palco. Non a caso, una volta morto, i Queen non sono più esistiti musicalmente parlando e quel sipario non si è più riaperto.

Ma quella sera non poteva andarsene al cinema??????

sei incinta? ed io t’ammazzo! anzi ti massacro!

Maggio 14, 2008 by newyorker

alla luce di quanto successo a Niscemi in provincia di Caltanissetta, scusatemi, ma oggi non me la sento proprio di scrivere perchè di qualsiasi altra cosa parlassi apparirebbe comunque una stupidaggine se raffrontata a ciò di cui sto per scrivere.

Si dice che al peggio non c’è mai fine e sono fermamente convinto che sia veramente così perchè ogni giorno i giornali ci riportano notizie sempre più inconcepibili, sempre più inaccettabili e orrende.

Uccisa a 14 anni dagli amici in modo barbaro da un pugno di balordi, di mascalzoni, di bestie che se mi trovassi qui davanti farei loro le peggiori cose di ’sto mondo, li ammazzerei lentamente a forza di botte e senza alcun rimorso. Tutt’altro.

L’hanno caricata su un motorino e, in un campo, strangolata dopo forse un’ultima violenza sessuale e poi bruciata e gettata in un pozzo con una pietra legata in vita.

Provate a pensare, se ci riuscite, quanto avrà sofferto quella povera ragazza in quei momenti in cui sapeva che stava per morire…..

Ma quale mente umana può mai concepire tanta cattiveria e viltà verso una ragazza di 14 anni o comunque verso un essere umano!! Pazzesco!!

Sono veramente schifato di fronte a tanta balordaggine, non ho parole che possano definire un simile atto criminale ed i suoi autori.

Prepariamoci ora alle solite frasi insopportabili dei genitori dei balordi del tipo “mio figlio è un bravo ragazzo” o, ancor peggio, “è stata lei a provocare mio figlio, era una puttanella!! “.

Non so voi ma io in questo mondo non mi riconosco più!